Un programma per la Brianza, dentro un complessivo programma per la Lombardia, deve partire da alcuni dati di fatto apparentemente contradditori che riguardano l’ambito locale. La provincia di Monza Brianza è la 4° provincia italiana per reddito pro capite dichiarato è l’ultima provincia italiana per povertà. Allo stesso tempo è la 2° provincia italiana per densità abitativa, ben 2.142 abitanti x km2, e la prima provincia italiana per consumo di suolo (35%). Abbiamo anche il “primato” del capoluogo Monza, primo comune italiano per inquinamento da polveri sottili. Questi indicatori fotografano fedelmente la realtà della Brianza: terra di ricchezza individuale e di lavoro, ma anche di urbanizzazione, consumo di suolo, inquinamento insostenibili.
I principali capitoli programmatici specifici per la nostra provincia riguardano la mobilità e le grandi opere, la crisi dell’industria e del calo dell’occupazione, le infiltrazioni mafiosa e più in generale, come per tutta la Lombardia, il welfare, l’assistenza sanitaria e la crisi dell’ente provincia con ricadute pesanti per viabilità, trasporto e scuola.

Grandi Opere

Le grandi opere autostradali degli anni 2000 hanno particolarmente interessato la nostra provincia, sottraendo verde agricolo e confermando la priorità assegnata al traffico su gomma. Oggi abbiamo l’emergenza Pedemontana, opera ancora incompiuta che avanza tra mille polemiche. Oltre al rischio concreto di fallimento della società di gestione si aggiungono i gravi rischi ambientali nell’area di Seveso, le mancate compensazioni ambientali, la fuga degli investitori privati, la bassa redditività ipotizzata a regime. Pedemontana è stato il principale investimento pubblico degli ultimi anni nella nostra provincia che continua ad aspettare invece ad esempio il collegamento con Milano attraverso le metropolitana. Pedemontana è un’opera che va messa in sicurezza e fermata dov’è arrivata. Ipotizzare ulteriori tratte equivale ad appesantire ulteriormente gli impatti ambientali e finanziari dell’opera.

Trasporti

La provincia di MB ha un deficit strutturale di trasporti urbani e interubani. Non esistono praticamente collegamenti infra-comunali e con l’entrata in crisi della Provincia, è a rischio il trasporto scolastico. Trenord, che serve le due direttrici della Brianza fornisce, soprattutto sulle tratte Milano-Lecco e Milano-Bergamo, un servizio di pessima qualità, con materiale viaggiante vecchio e malandato e ritardi e soppressioni croniche. Trenord potrebbe invece diventare la “metropolitana” della Brianza, rinnovando il parco treni e riprogrammando la rete per attirare invece di allontanare l’utenza pendolare.

Rifiuti

Rispetto agli anni ’90, quando la Brianza era in piena crisi sul tema rifiuti, molto si è fatto sulla via del riciclaggio e del compostaggio dei rifiuti urbani. L’obiettivo “rifiuti 0” non è più un’utopia se si continua a lavorare in questa direzione. Andrebbero gradualmente chiusi, perché non più necessari, i residui termovalorizzatori ancora attivi in provincia. I processi di aggregazione tra le diverse aziende brianzole del ciclo dei rifiuti ha trovato diversi ostacoli che ne hanno impedito la fusione e quindi l solidità. Vanno individuati e superati i punti di frizione in nome di un consolidamento del ruolo del pubblico nella gestione del ciclo dei rifiuti.

Legalità

La Brianza è una delle province italiane a maggiore densità di infiltrazione mafiosa, soprattutto di genere n’dranghetista. Oltre al traffico di stupefacente, le mafie in Brianza si interessano di appalti, di movimentazione terra, di lottizzazioni e di edilizia. Le varianti di PGT “espansive” e le grandi opere sono terreno di conquista della malavita organizzata. Bisogna garantire trasparenza negli appalti e soprattutto nei subappalti. Tutelare il territorio, sbarrando la possibilità di aggiungere ulteriore cemento, è un primo e importante passo per danneggiare le mafie. Il fenomeno mafioso non può essere contrastato ignorandolo. La cultura della legalità va promossa a scuola e ricordata con atti concreti ai cittadini

Occupazione

Fino a pochi anni la Brianza era la “Silicon Valley” italiana. Anche se il distretto high-tech resiste ancora, si sono persi migliaia di posti di lavoro nei diversi ridimensionamenti o chiusure di attività produttive. Abbiamo avuto anche diversi casi di delocalizzazione che hanno segnato il territorio, come quelli di Celestica in Repubblica Ceca e di KFlex in Polonia. L’ente regione, di comune accordo con comuni e provincie, può rendere più appetibile il territorio per l’insediamento di attività produttive attraverso la fiscalità, l’investimento strutturale sulle tecnologie della comunicazione, le facilitazioni per la logistica. Regione può e deve alzare la voce in campo nazionale ed europeo per chiedere un’armonizzazione fiscale e delle regole del lavoro per impedire che sia più conveniente spostare attività produttive altrove solo in base al costo del lavoro, oltre a rivedere le regole della concessione di aiuti economici alle imprese che devono impegnarsi a restare produttivi sul nostro territorio. Per una maggiore e migliore occupazione, vanno coinvolte le scuole e gli istituti professionali della provincia perché si possano affinare le proposte formative in base a i bisogni del mercato del lavoro locale.

Sanità

Un capitolo che riguarda la principale competenza in termini economici di Regione. Sono state fatte diverse inchieste in questi anni nella nostra provincia, da quelle con risvolti criminali, che ci ricordano come sia ancora possibile arricchirsi sulla pelle del contribuente e del paziente, fino a quelle riguardanti la qualità del servizio. La sanità pubblica in alcuni settori rasenta il collasso, ad esempio sui pronti soccorsi, che si devono fare carico delle conseguenze del calante impegno sulla prevenzione. Ma anche il sistema delle prenotazione è per alcuni settori indegno di un paese europeo. L’offerta che si fa al paziente di potere avere invece appuntamenti ravvicinati dietro pagamento dovrebbe essere messa al bando, anche perché il dubbio generalizzato, e sicuramente fondato, è che si tratti di favorire il privato rispetto al pubblico. Questa continua erosione della fiducia del cittadino nei confronti delle istituzioni è da ribaltare. Senza chiudere i rapporti con il settore privato, il pubblico deve assumere la regia della sanità lombarda troppo a lungo rispondente solo a interessi privati.

Lombardia Progressista
Sinistra per Gori
Via Giovanni da Palestrina 33
20124 - Milano