Una società laica non teme la libertà di culto

La legge regionale 2 del 2015 che, introducendo una serie di vincoli urbanistici necessari all’apertura di un luogo di culto, impedisce di fatto la costruzione di moschee è un duplice vulnus per Regione Lombardia
• Perché viola un diritto costituzionalmente garantito quale la libertà di culto
• Perché, favorendo – indirettamente - il proliferare di luoghi di preghiera abusivi e malmessi, mette a repentaglio la sicurezza dei cittadini lombardi.

La libertà di culto non è solo un diritto sancito dalla Costituzione; è anche strumento forte di integrazione e di inclusione: riconoscere il diritto di culto di una comunità significa riconoscerne i valori fondanti e è premessa, oltre che esito, di un dialogo e confronto che, molto più della sicurezza coercitiva, garantisce integrazione che, a sua volta, è premessa per la sicurezza di tutti.

Una comunità “integrata” è una comunità che si sente parte del contesto più ampio in cui vive. È una comunità che, vedendo riconosciuti i propri diritti, si sente “messa sullo stesso piano” e si sente in diritto e in dovere di contribuire al benessere collettivo. 

Oggi in Lombardia le moschee sono poche, pochissime, a fronte di quasi mezzo milione di persone di religione musulmana. Di contro ci sono più di 100 luoghi di culto non riconosciuti: centri islamici e associazioni culturali dove i cittadini di religione musulmana si ritrovano per pregare. 

Non solo; la legge regionale rappresenta di fatto una inaccettabile intromissione della Regione in materia di competenza comunale: un fatto quasi paradossale nella Regione che ha fatto della autonomia e della centralità dei territori la propria ragion d’essere.

Restituire sovranità ai comuni nelle scelte e nella pianificazione urbanistica, favorire il dialogo con le comunità islamiche (e con le altre comunità religiose che vivono in Lombardia), promuovere l’apertura e la permeabilità al territorio dei centri culturali islamici: è questa la direzione in cui vogliamo spostare le politiche regionali in materia di libertà di culto.

Nel rispetto della Costituzione e nell’interesse di tutti i cittadini lombardi: diritti e doveri, integrazione e sicurezza, dialogo e collaborazione. Queste devono essere le parole d’ordine della Lombardia dal 2018 in avanti.

Lombardia Progressista
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